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Esercizi di Kegel e pavimento pelvico

Il pavimento pelvico è un ragione muscolare, della forma di un rombo, che si estende dal coccige alla sinfisi pubica e circonda l’uretra, la vagina, la vescica e l’apparato rettale.

È la parte muscolare del perineo femminile, che invece comprende alcuni organi e parti molli come la vescica, e che chiude in basso la pelvi.

Rappresenta la regione fondamentale per la defecazione, la minzione e l sessualità, e per questo è stata soggetta, nel corso del tempo, a molteplici tabù culturali.

Solamente recentemente si è iniziato a discutere della prevenzione delle lacerazioni perineali dovute al parto, oppure delle misure di riabilitazione del pavimento pelvico nell’incontinenza urinaria femminile.

Una corretta riabilitazione del pavimento pelvico porta spesso a poter evitare interventi di tipo farmacologico, ma anche più invasivi come interventi chirurgici.

È fondamentale sapere che la corretta cura del proprio pavimento pelvico inizia con la comprensione della sua funzione e della sua importanza.

Cosa sono gli esercizi di Kegel?

Grazie a numerosi studi scientifici oggi l’approccio conservativo per la cura e la prevenzione di questa condizione, ne evita o ne cura l’insorgenza, e comunque permettono di aggirare approcci più invasivi.

Una delle tecniche conservative è la chinesiterapia, che prevede lo sviluppo dei muscoli attraverso alcuni esercizi di rilassamento e contrazione. Eseguendo anche i cosiddetti esercizi di kegel, si aumenta inoltre l’afflusso di sangue ai muscoli migliorando anche il trofismo della mucosa vaginale.

Questi ultimi, sono semplici contrazioni volontarie ripetute dei muscoli del pavimento pelvico, che ne aumentano il tono e la resistenza, in particolar modo nei casi di incontinenza urinaria. Aiutano infatti a rafforzare lo sfintere uretrale, riducendo le perdite di urina incontrollate, poiché i muscoli acquistano più resistenza.

La loro praticità deriva dal fatto che, una volta riabilitati correttamente, possono essere eseguiti ovunque, sia seduti che in piedi o distesi, ed in qualunque momento della giornata.

Presa di coscienza ed esercizi di Kegel

L’esercizio di kegel non è un fai da te ma parte di un percorso riabilitativo.

La buona riuscita del trattamento di chinesiterapia non risulta infatti solo dal rinforzo del pavimento pelvico ma anche dalla capacità di inserirlo e attivarlo durante le azioni quotidiane.

Anche i gesti più semplici, come sollevare un peso, starnutire o tossire, sollecitano questi particolari muscoli, aumentando la pressione interna.

È quindi fondamentale possedere il giusto tono della muscolatura ma anche sapere come utilizzarlo durante tutti i giorni, per prevenire e curare incontinenza urinaria e lacerazioni post parto.

L’importanza della prevenzione

Molte donne spesso scoprono l’esistenza del muscolo pelvico solamente in momenti particolari della loro vita, ad esempio durante il parto, perché viene sottoposto a grandi sforzi non avendolo preparato a dovere per sopportarli.

In un parto, un perineo non adeguatamente preparato, può andare incontro a lacerazioni dolorose e fastidiose. Allo stesso modo, capita molto frequentemente che alcune neo-mamme si trovino spesso a fronteggiare problemi di incontinenza urinaria.

Seguire un percorso di prevenzione sul pavimento pelvico durante la gravidanza o in qualunque fase della vita aiuta la donna a non soffrire di incontinenza urinaria e a migliorare la consapevolezza di questa parte cosi importante del corpo femminile.

Se vuoi scaricare i miei consigli per iniziare a migliorare il tuo pavimento pelvico, clicca qui!

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Prolasso degli organi pelvici

Si parla di prolasso degli organi pelvici quando uno, o più, degli organi del bacino scende verso il basso; è un evento fastidioso e limitante che compare in due momenti principali della vita della donna: il post parto e la menopausa.

Quando e perchè si verifica il prolasso?

I nostri organi pelvici sono sostenuti da legamenti e fasce alle ossa del bacino. Quando c’è un indebolimento di queste strutture come in menopausa, oppure un forte traumatismo come nel parto, può crearsi il prolasso di vescica (cistocele), retto (rettocele) o utero (isterocele). Solitamente in presenza di un prolasso troviamo la muscolatura del pavimento pelvico molto indebolita, e questo facilita ulteriormente la discesa degli organi che non hanno la forza del “pavimento” di sostegno sotto di loro.

Ci sono diversi livelli di gravità e quindi di discesa del prolasso che vanno da I a IV, e sono molto importanti per la decisione del tipo di intervento da intraprendere.

Quali sono i sintomi di prolasso?

I sintomi più frequenti in presenza di prolasso anteriore (utero e vescica) sono peso al basso ventre, sensazione di non aver svuotato completamente la vescica, dolore ai rapporti. Spesso la donna può sentire durante l’igiene intima una “pallina” nell’apertura vaginale che non aveva mai sentito, più frequentemente la sera che la mattina.

I sintomi del prolasso infatti tendono a peggiorare la sera, soprattutto in donne che stanno in piedi o in attività tutto il giorno.

Il prolasso posteriore (rettale) può dare sintomi come sensazione di incompleto svuotamento alla defecazione, dolore o peso in zona anale.

Quali sono le cure?

Nel trattamento del prolasso fondamentale è la stadiazione. Per i prolassi di I e II tipo è consigliata la riabilitazione del pavimento pelvico, per i gradi maggiori l’intervento chirurgico di riposizionamento degli organi pelvici. Vediamoli insieme.

Riabilitazione del prolasso

La riabilitazione del pavimento pelvico consente di

  • migliorare la gestione del prolasso e favorire il riposizionamento degli organi
  • ripristinare il “pavimento” muscolare di sostegno degli organi pelvici
  • ripristinare l’idratazione tessutale che è molto importante per evitare recidive e peggioramenti
  • educare al movimento corretto e rinforzare la muscolatura per evitare recidive e peggioramenti

La riabilitazione è importante anche in preparazione dell’intervento chirurgico.

L’intervento chirurgico prevede di “fissare” nuovamente gli organi pelvici alle ossa del bacino con dei legamenti artificiali; è fondamentale che il nuovo assetto trovi un buon muscolo su cui appoggiarsi e dei tessuti ben idratati per poter rimanere in sede!

Se paragoniamo infatti gli organi pelvici ad una nave, gli ancoraggi ai legamenti, le ossa del bacino alle banchine del porto e l’acqua ai muscoli del pavimento pelvico; capiamo bene come sia importante sviluppare un buon muscolo per sostenere gli organi che si appoggiano sopra!

Ecco un video dove parlo di questo:

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Pavimento pelvico

Oggi vi parlo di pavimento pelvico, questo mis-conosciuto. Fino a poco tempo fa è stato considerato un tabù; oggi se ne parla tanto, ma è importante dire le cose giuste!

Cosa è innanzitutto: un insieme di muscoli e legamenti che chiude inferiormente il bacino e  svolge le funzioni di sostegno dei visceri pelvici, mantenimento della continenza urinaria e fecale e permette una sessualità soddisfacente.

Difficile? Proviamo a spiegarlo con un’immagine semplice.

pavimento pelvico

Il pavimento pelvico come un’amaca

I pali di legno sono le ossa del bacino , in cui i muscoli del pavimento pelvico si inseriscono.

Le corde dell’amaca sono i collegamenti con cui gli organi pelvici ed il pavimento pelvico si inseriscono nel bacino (in anatomia sarebbero tendini e legamenti).

L’amaca sono i muscoli del pavimento pelvico, che sorreggono i visceri pelvici (la persona che ci sta sopra).

L’acqua rappresenta il piano perineale, e cioè l’area in cui trovate le aperture di apertura di vescica e retto.

Torniamo al nostro esempio: quando gli assi di legno sono nella giusta posizione, le corde tengono saldamente agli assi di legno, la struttura dell’amaca è buona, e la persona sopra non è troppo pesante, allora l’amaca rimarrà a pelo dell’acqua (sul pavimento pelvico avremo continenza urinaria e mantenimento della statica pelvica).

Se invece una delle componenti che vi ho appena citato non funziona correttamente, si verificano diverse situazioni. Se le strutture sono troppo “lente” si verificano due situazioni (insieme oppure soltanto una delle due)

  • l’amaca sprofonderà sotto l’acqua (creando un prolasso di uno o più organi pelvici)
  • si creeranno delle aree di maggior tensione in una parte dell’amaca e creare delle falle (favorendo una incontinenza urinaria/rettale)

Se le strutture sono troppo “tirate” invece si verificano altre situazioni

  • si perde l’elasticità dell’amaca e la persona si sente appoggiata su una struttura troppo “rigida” che gli fa male (ipertono del pavimenti pelvico)
  • si perde l’elasticità dell’amaca e la persona spinge e si sposta continuamente per cercare un nuovo equilibrio (urgenza urinaria)

Vi ho portato un esempio perchè capire dove è e cosa fa il nostro pavimento pelvico è molto difficile, sia per complessità anatomica sia perchè non lo vediamo.

Funzioni del pavimento pelvico

Dall’esempio forse avete compreso che la salute del pavimento pelvico, insieme alla salute delle strutture che lo collegano al bacino, è fondamentale per diverse funzioni:

  • continenza urinaria e fecale
  • mantenimento della statica pelvica
  • sessualità soddisfacente

Insieme a queste ci sono poi le componenti posturali di cui abbiamo già parlato nell’articolo sulla core stability.

Come fare a ristabilire la posizione corretta dell’amaca (e quindi come riabilitare il pavimento pelvico) ne abbiamo già parlato qui.

Questo è invece il video in cui parlo di questo. Se il video ti è piaciuto, condividilo! Aiuterai altre persone a capire di più su quest’area e sulle disfunzioni che vi sono associate.