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Mal di schiena, cosa significa?

Siamo sempre abituati a parlare di dolore alla schiena in termini molto generali. Ho mal di schiena è la frase tipica che diciamo al medico o al fisioterapista la prima volta che li incontriamo.

In realtà la frase “mal di schiena” dice poco o nulla, e aiuta ben poco sia il professionista, sia il paziente nella gestione del sintomo.

Innanzitutto localizziamo il dolore a seconda della sede di insorgenza; può essere cervicale, toracico, lombare e sacrococcigeo. Non è infrequente trovarlo in più di una sede.

La seconda valutazione importante riguarda la modalità di presentazione del mal di schiena.

Il dolore può può essere sempre presente, oppure intermittente: peggiorare o migliorare svolgendo alcune attività, migliorare o peggiorare in alcuni momenti della giornata.

La terza valutazione riguarda la permanenza del dolore: può essere infatti acuto o cronico.

Per acuto si intende un dolore presente da meno di tre mesi, legato ad un evento nocicettivo (ossia un evento che ha causato direttamente o indirettamente il dolore). Il dolore acuto può essere anche recidivante, ossia presentarsi diverse volte durante l’arco di un anno

Per cronico si intende un dolore presente da più di tre-sei mesi. Vi rimando all’articolo sul dolore cronico qui.

L’insieme di questi sintomi aiuta noi professionisti a scegliere il tipo di trattamento più adeguato al singolo paziente, ma aiuta anche il paziente a muoversi correttamente per il trattamento del suo dolore.

Come comportarsi in caso di mal di schiena acuto

In presenza di un dolore acuto, legato ad un evento traumatico o ad un sovraccarico, importante è mantenere un movimento rispettoso del dolore; quindi no a carichi pesanti ed a sport ad alto impatto, ma si ai movimenti di vita quotidiana. Altamente sconsigliati sono invece l’immobilità ed il riposo assoluto.

Consigliabile è l’applicazione di ghiaccio nella sede del dolore, ed eventualmente valutare con il proprio medico di riferimento un protocollo analgesico.

E’ possibile iniziare precocemente un percorso fisioterapico che utilizzi elettromedicali specifici per la gestione dell’infiammazione (tecarterapia, laserterapia).

Qualora il dolore acuto derivasse da movimenti scorretti/abitudini posturali e si ripresentasse numerose volte nel corso dell’anno fondamentale è un percorso di riabilitazione posturale.

Come comportarsi in caso di mal di schiena cronico

La gestione del dolore cronico si differenzia dal dolore acuto; fondamentale è la parte della riabilitazione e del ritorno ad un movimento corretto durante la vita quitidiana.

Il dolore cronico infatti tende a instaurare dei meccanismi che si autoalimentano in cui il dolore crea rigidità, la rigidità crea scorretta mobilità e la scorretta mobilità crea dolore.

Il ritorno ad una corretta mobilità e la riabilitazione del movimento moderano la rigidità cronica e risolvono il dolore cronico.

Se hai bisogno di una consulenza o di consigli, clicca qui.

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Falsi miti sul mal di schiena

Oggi parliamo di mal di schiena e dei falsi miti che circolano su questo disturbo così diffuso: quasi tutti nel corso della vita sperimentano almeno una volta dolore nella zona della colonna, in uno o più punti.

Per alcuni questo disturbo si risolve in poco tempo, per altri permane per lungo tempo. Per altri ancora si ripresenta più di una volta durante il corso dell’anno.

Valutare insieme ad un professionista la/e causa/e ed intraprendere un percorso riabilitativo è sicuramente il modo migliore per risolvere il problema.

Nel frattempo, vi svelo quali comportamenti sono utili e corretti e quali no in caso di mal di schiena, andando a sfatare diversi falsi miti sull’argomento!

  1. Non muoverti!
    Sbagliato, stare fermi in presenza di mal di schiena peggiora ulteriormente il problema. Quindi si al movimento, ma senza esagerare
  2. Stai a letto!
    Sbagliato, stare a letto equivale a non muoversi. Alzati e fai piccoli movimenti senza dolore
  3. Mettici sopra qualcosa di caldo!
    L’applicazione di calore spesso può essere controproducente. Fai piuttosto delle respirazioni profonde, ti aiuteranno di più
  4. Per il mal di schiena camminare fa bene, la bicicletta no!
    Mentre è dimostrato che il movimento è terapeutico, non ci sono evidenze che uno sport faccia meglio di un altro. E’ importante muoversi
  5. Ho avuto mal di schiena quindi adesso non prendo più pesi perchè possono farmelo tornare!
    Prendere pesi non ti farà tornare mal di schiena se avrai una muscolatura che ti sostenga nel prenderli. Durante la riabilitazione si fa anche esercizio terapeutico, che aiuta proprio in questo
  6. Dimagrisci e sei a posto!
    Il peso può essere un fattore di rischio per mal di schiena ma non è l’unico. Quindi, se perdere peso può essere utile per tanti fattori, non è l’unica cosa da fare per risolvere il problema
  7. L’alimentazione non c’entra nulla con il mal di schiena.
    Purtroppo non è cosi. L’alimentazione è fortemente correlata all’infiammazione.
  8. Ho avuto mal di schiena in passato, adesso ho paura di muovermi!
    Più mantieni la paura di muoverti più aumenti la rigidità dei movimenti che fai, e più movimenti eviti. Consulta un professionista che ti aiuti a muoverti in modo corretto!
  9. Mi hanno detto che con il materasso memory non avrò più mal di schiena.
    Magari fosse cosi facile! Il mal di schiena è un problema multifattoriale e va curato in modo multifattoriale, non esiste il letto magico e nemmeno il cuscino magico.
  10. E’ colpa della mia postura!
    Anche, certamente. Ma la postura per fortuna non è immutabile e non è sempre detto che sia la causa del problema. Parlane con un professionista!

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Dolore lombare in gravidanza

dolore lombare in gravidanza

Il dolore lombare durante la gravidanza è purtroppo un disturbo molto frequente.

Più tipicamente compare intorno agli ultimi tre mesi di gravidanza, ma può verificarsi anche nei mesi precedenti.

Quali sono le cause di dolore lombare in gravidanza?

Durante la gravidanza il corpo della donna si modifica, e cosi anche la postura che si sposta sempre più in avanti all’accrescersi della pancia.

All’aumentare del carico anteriore aumenta anche la tensione e le pressioni che si esercitano sui muscoli e sulle vertebre posteriori, creando cosi un sovraccarico che può sfociare in dolore.

Inoltre, all’aumentare dell’addome si verifica uno stiramento dei muscoli addominali, che non riescono più a stabilizzare la postura (se non lo hai già visto, ti rimando all’articolo di core stability).

Durante gli ultimi mesi di gravidanza inoltre si verificano dei cambiamenti ormonali che portano a rilassare muscoli e legamenti nel corpo della donna.

Ottimo per preparare il parto, ma diminuisce la capacità muscolare di sostenere la postura, e questo aumenta ancora di più il carico sulla colonna posteriore.

Come migliorare il dolore lombare in gravidanza?

Ecco alcuni consigli pratici che puoi utilizzare fin da subito!

  • respira profondamente: il diaframma che è il nostro muscolo respiratore principale aiuta ad eliminare le tensioni posteriori (vedi l’articolo respirazione)
  • fai una valutazione ed inizia un training sul pavimento pelvico. ti aiuterà anche per il dolore lombare.
  • mantieniti in attività e mantieni la giusta mobilità, con attenzione soprattutto agli esercizi di stabilizzazione. Se hai dubbi su come fare, rivolgiti ad un fisioterapista.

Dopo la gravidanza il dolore lombare passa?

Nel 50% delle donne il dolore lombare si esaurisce nei tre mesi dopo il parto.

A volte però lo stiramento della muscolatura addominale permane, e se non avevi lavorato sul pavimento pelvico in gravidanza ci sono molte probabilità che ci siano disfunzioni anche sul pavimento pelvico.

Il dolore lombare in queste situazioni è facilmente risolvibile con dei trattamenti mirati al dolore e degli esercizi mirati alla rieducazione dei muscoli di stabilizzazione e del pavimento pelvico!

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Aiuterai moltissime donne che hanno dolore in gravidanza e non sanno come comportarsi!

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La ginnastica ipopressiva

ginnastica ipopressiva

La ginnastica ipopressiva è una ginnastica riabilitativa fondamentale da eseguire se soffrite di diastasi dei retti o di disfunzioni del pavimento pelvico.

Agisce in via riflessa sulla muscolatura dell’addome; permette di rinforzare in sicurezza la muscolatura profonda dell’addome senza creare una pressione eccessiva sul pavimento pelvico.
In questo modo potremo avere un rinforzo dell’addome e un miglioramento della postura senza andare a spingere e sovraccaricare sul pavimento pelvico.
Inoltre, diminuendo la pressione nell’addome, potremo permettere una risalita degli organi pelvici, fondamentale in caso di prolasso.

I benefici principali della ginnastica ipopressiva sono:

  • miglioramento della tonicità dell’addome
  • miglioramento della postura
  • riduzione del girovita
  • diminuzione della diastasi addominale
  • diminuzione del dolore lombare
  • diminuzione del peso sugli organi pelvici
  • diminuzione dei prolassi
  • diminuzione del gonfiore addominale
  • miglioramento della circolazione delle gambe

Quando e come eseguire la ginnastica ipopressiva?

Va inserita in un percorso riabilitativo specifico per la persona. E’ fondamentale utilizzarla soprattutto nelle donne che presentano diastasi dei retti e nei prolassi degli organi pelvici.
Ma non solo! E’ molto utile anche in chi soffre di lombalgia cronica, in chi ha problematiche posturali e in chi soffre di forte gonfiore intestinale.

E’ possibile eseguire questa ginnastica da soli o in piccoli gruppi, a seconda di quello che vi consiglierà il professionista che vi segue dopo la valutazione iniziale.
I risultati della ginnastica ipopressiva, quando eseguita bene, sono visibili fin dalle prime sedute!

Quanto dura un percorso di ginnastica ipopressiva?


Dipende dal problema che si vuole risolvere e dalla valutazione iniziale. Molto utile è il mantenimento in corsi di gruppo in modo da mantenere allenato addome e pavimento pelvico!

Qui sotto trovi un video in cui parlo di questo

https://www.youtube.com/watch?v=kspVwlDLd1A&t=3s

Pensi di avere una diastasi dei retti o vuoi valutare se la ginnastica ipopressiva può esserti utile?

Chiamami per una consulenza o contattami per maggiori informazioni.