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Falsi miti sul mal di schiena

Oggi parliamo di mal di schiena e dei falsi miti che circolano su questo disturbo così diffuso: quasi tutti nel corso della vita sperimentano almeno una volta dolore nella zona della colonna, in uno o più punti.

Per alcuni questo disturbo si risolve in poco tempo, per altri permane per lungo tempo. Per altri ancora si ripresenta più di una volta durante il corso dell’anno.

Valutare insieme ad un professionista la/e causa/e ed intraprendere un percorso riabilitativo è sicuramente il modo migliore per risolvere il problema.

Nel frattempo, vi svelo quali comportamenti sono utili e corretti e quali no in caso di mal di schiena, andando a sfatare diversi falsi miti sull’argomento!

  1. Non muoverti!
    Sbagliato, stare fermi in presenza di mal di schiena peggiora ulteriormente il problema. Quindi si al movimento, ma senza esagerare
  2. Stai a letto!
    Sbagliato, stare a letto equivale a non muoversi. Alzati e fai piccoli movimenti senza dolore
  3. Mettici sopra qualcosa di caldo!
    L’applicazione di calore spesso può essere controproducente. Fai piuttosto delle respirazioni profonde, ti aiuteranno di più
  4. Per il mal di schiena camminare fa bene, la bicicletta no!
    Mentre è dimostrato che il movimento è terapeutico, non ci sono evidenze che uno sport faccia meglio di un altro. E’ importante muoversi
  5. Ho avuto mal di schiena quindi adesso non prendo più pesi perchè possono farmelo tornare!
    Prendere pesi non ti farà tornare mal di schiena se avrai una muscolatura che ti sostenga nel prenderli. Durante la riabilitazione si fa anche esercizio terapeutico, che aiuta proprio in questo
  6. Dimagrisci e sei a posto!
    Il peso può essere un fattore di rischio per mal di schiena ma non è l’unico. Quindi, se perdere peso può essere utile per tanti fattori, non è l’unica cosa da fare per risolvere il problema
  7. L’alimentazione non c’entra nulla con il mal di schiena.
    Purtroppo non è cosi. L’alimentazione è fortemente correlata all’infiammazione.
  8. Ho avuto mal di schiena in passato, adesso ho paura di muovermi!
    Più mantieni la paura di muoverti più aumenti la rigidità dei movimenti che fai, e più movimenti eviti. Consulta un professionista che ti aiuti a muoverti in modo corretto!
  9. Mi hanno detto che con il materasso memory non avrò più mal di schiena.
    Magari fosse cosi facile! Il mal di schiena è un problema multifattoriale e va curato in modo multifattoriale, non esiste il letto magico e nemmeno il cuscino magico.
  10. E’ colpa della mia postura!
    Anche, certamente. Ma la postura per fortuna non è immutabile e non è sempre detto che sia la causa del problema. Parlane con un professionista!

Se ti è piaciuto l’articolo condividilo! Se invece vuoi maggiori chiarimenti contattami qui.

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Mal di schiena e pavimento pelvico

lombalgia e pavimento pelvico

Il focus su lombalgia e pavimento pelvico nasce dalla mia esperienza clinica ed è il motivo per cui, tanti anni fa, ho intrapreso gli studi sulla riabilitazione del pavimento pelvico.

Accadeva in qualche paziente che i miei trattamenti sul dolore lombare non fossero completamente efficaci. Significa che il dolore diminuiva, ma non al 100%; ne manipolazioni né esercizi specifici riuscivano a completare il trattamento.

Allora mi sono imbattuta in studi scientifici che evidenziavano la correlazione tra dolore lombare e disfunzioni del pavimento pelvico.

Ho seguito dei percorsi di riabilitazione del pavimento pelvico, ed unendo quello che già facevo sul dolore lombare alle nuove conoscenze sulla riabilitazione del pavimento pelvico ho ottenuto risultati eccellenti.

Lombalgia e pavimento pelvico come sono collegati?

Il pavimento pelvico è collegato al distretto lombare sia per motivi biomeccanici che funzionali.

A livello biomeccanico origini ed inserzioni dei muscoli del pavimento pelvico sono sulle ossa del bacino, ed un movimento del pavimento pelvico determina un avvicinamento o allontanamento tra pube e coccige.

Il bacino è collegato a sua volta tramite il sacro alla colonna lombare, per cui un movimento del bacino determina un movimento della lombare e viceversa.

Questo già ci fa capire l’importanza biomeccanica della correlazione tra pavimento pelvico e lombalgia.

In più il pavimento pelvico lavora come stabilizzatore dell’area lombare come abbiamo già visto nell’articolo di Core stability.

Una disfunzione del pavimento pelvico crea un indebolimento della stabilizzazione lombare e quindi un aumento delle pressioni esercitate sulla colonna, con conseguente aumento del dolore lombare associato.

Quali sono i sintomi?

Quando è importante andare a correlare lombalgia e disfunzioni al pavimento pelvico?

Quando soffrite di dolore lombare ricorrente ed avete sintomi quali prolasso, incontinenza urinaria o fecale, dolore pelvico ricorrente, stipsi ostinata.

Un fisioterapista con formazione avanzata in riabilitazione del pavimento pelvico saprà accertarvi la disfunzione del pavimento pelvico associata a lombalgia e curare all’interno delle sue sedute entrambi questi aspetti.

Devo svolgere degli esami diagnostici?

Solitamente è sufficiente una valutazione fisioterapica per inquadrare e risolvere il problema. Qualora ci fosse bisogno di esami urologici o proctologici sarà cura del fisioterapista che vi segue inviarvi a visita dallo specialista.

Qual è la cura migliore per risolverlo?

La cura migliore per lombalgia e disfunzioni del pavimento pelvico prevede di associare al trattamento riabilitativo specifico per lombalgia il trattamento di riabilitazione del pavimento pelvico.

I risultati sono eccellenti come evidenziano anche studi scientifici come questo.

Ecco un video dove ne parlo in modo più approfondito!

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Core stability

Esercizio di core stability

Con il termine core stability si intende generalmente un rinforzo della muscolatura di stabilizzazione del tronco.

Tra i muscoli stabilizzatori in ambito riabilitativo grande validità hanno i cosiddetti stabilizzatori profondi, che sono:

  • multifido
  • trasverso addominale
  • pavimento pelvico
  • diaframma respiratorio

A cosa servono questi muscoli?

La loro funzione è agire come stabilizzatori centrali del movimento, quindi rendono stabili addome e pelvi durante i movimenti degli arti (gambe e braccia) e del tronco stesso.

I muscoli della core stability, quando correttamente allenati, permettono di gestire i carichi che si ripercuotono sulla nostra colonna e sul nostro addome, in modo tale da

  • non sovraccaricare le vertebre lombari
  • non sovraccaricare la parete addominale
  • non creare pressioni eccessive sul pavimento pelvico

Benefici dell’allenamento core stability

Grazie ad un rinforzo di questi muscoli è possibile migliorare la stabilità dei nostri movimenti e del nostro corsetto lombare, in particolare aiuta a

  • prevenire il dolore lombare
  • prevenire ernie addominali/inguinali
  • prevenire disfunzioni al pavimento pelvico

Può essere utilizzata anche come esercizio terapeutico adattato durante un percorso di riabilitazione. Avere una core stability allenata, soprattutto i muscoli profondi di stabilizzazione permette quindi di

  • ridurre il dolore lombare
  • modificare la postura
  • modificare i movimenti che effettuiamo durante la vita quotidiana
  • gestire i movimenti addominali in presenza di ernie addominali/inguinali
  • coadiuvare insieme ad un percorso riabilitativo adeguato, la gestione di disfunzioni pelviche e prolasso

Quando è importante rinforzarli?

In fase preventiva è importante inserirli all’interno del proprio allenamento settimanale. Se non eseguiamo attività motoria iniziamo!

E’ scientificamente dimostrato che una attività motoria corretta e costante incide sull’umore e sulla nostra qualità di vita. Inserendo questo tipo di esercizi, ottimizzeremo i risultati per la nostra salute.

Come attività terapeutica sono fondamentali se soffrite di una delle problematiche di cui ho parlato sopra.

E’ importante però dire che in questo caso l’allenamento deve essere definito da un professionista e personalizzato.

Ecco un video in cui parlo di questo!

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La ginnastica ipopressiva

ginnastica ipopressiva

La ginnastica ipopressiva è una ginnastica riabilitativa fondamentale da eseguire se soffrite di diastasi dei retti o di disfunzioni del pavimento pelvico.

Agisce in via riflessa sulla muscolatura dell’addome; permette di rinforzare in sicurezza la muscolatura profonda dell’addome senza creare una pressione eccessiva sul pavimento pelvico.
In questo modo potremo avere un rinforzo dell’addome e un miglioramento della postura senza andare a spingere e sovraccaricare sul pavimento pelvico.
Inoltre, diminuendo la pressione nell’addome, potremo permettere una risalita degli organi pelvici, fondamentale in caso di prolasso.

I benefici principali della ginnastica ipopressiva sono:

  • miglioramento della tonicità dell’addome
  • miglioramento della postura
  • riduzione del girovita
  • diminuzione della diastasi addominale
  • diminuzione del dolore lombare
  • diminuzione del peso sugli organi pelvici
  • diminuzione dei prolassi
  • diminuzione del gonfiore addominale
  • miglioramento della circolazione delle gambe

Quando e come eseguire la ginnastica ipopressiva?

Va inserita in un percorso riabilitativo specifico per la persona. E’ fondamentale utilizzarla soprattutto nelle donne che presentano diastasi dei retti e nei prolassi degli organi pelvici.
Ma non solo! E’ molto utile anche in chi soffre di lombalgia cronica, in chi ha problematiche posturali e in chi soffre di forte gonfiore intestinale.

E’ possibile eseguire questa ginnastica da soli o in piccoli gruppi, a seconda di quello che vi consiglierà il professionista che vi segue dopo la valutazione iniziale.
I risultati della ginnastica ipopressiva, quando eseguita bene, sono visibili fin dalle prime sedute!

Quanto dura un percorso di ginnastica ipopressiva?


Dipende dal problema che si vuole risolvere e dalla valutazione iniziale. Molto utile è il mantenimento in corsi di gruppo in modo da mantenere allenato addome e pavimento pelvico!

Qui sotto trovi un video in cui parlo di questo

https://www.youtube.com/watch?v=kspVwlDLd1A&t=3s

Pensi di avere una diastasi dei retti o vuoi valutare se la ginnastica ipopressiva può esserti utile?

Chiamami per una consulenza o contattami per maggiori informazioni.