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Sport e ipertono pelvico

Ecco il mio intervento sul canale di cistite.info in cui parlo di sport consigliati e sconsigliati in caso di ipertono del pavimento pelvico.

Per la spiegazione di cosa è l’ipertono del pavimento pelvico potete leggere qui.

Perchè lo sport incide nell’ipertono pelvico

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli, tendini e legamenti che chiude l’area pelvica e sorregge gli organi pelvici.

Lavora in stretta sinergia con il trasverso addominale, il diaframma e la muscolatura profonda della schiena come stabilizzatore del movimento.

Inoltre svolge attività sinergica con alcuni muscoli del bacino e degli arti inferiori nello svolgimento di determinati movimenti.

E’ proprio per queste strette connessioni anatomiche e funzionali che nella maggior parte degli sport il pavimento pelvico è attivo in contrazione; e in presenza di un pavimento pelvico ipertonico, un rinforzo ulteriore è assolutamente controindicato.

Sport consigliati:

Gli sport consigliati con ipertono del pavimento pelvico sono quindi quelli in cui non è necessaria una grande stabilizzazione posturale e non vengono utilizzati grossi carichi.

Sì a tutte le discipline composte da esercizi di rilassamento e respirazione.

Sicuramente alcuni tipi di yoga più mirati al rilassamento muscolare possono essere indicati, non tutte le attività yogiche sono però esenti da esercizi di stabilizzazione ed attivazione della muscolatura profonda di cui il pavimento pelvico fa parte.

Consigliata anche l’attività in piscina, in quanto l’acqua è un ambiente sgravato dalla gravità in cui i muscoli stabilizzatori lavorano meno.

Camminate ad intensità moderate ed in pianura sono sicuramente concesse.

Sport sconsigliati:

Gli sport sconsigliati in presenza di ipertono del pavimento pelvico sono quelli a carichi pesanti e/o a forte impatto di stabilizzazione.

La pesistica è sicuramente il primo tra tutti a causa dell’attivazione massiva della muscolatura.

Anche le attività funzionali a corpo libero incluso il pilates rientrano il questa categoria. Sia che vengano utilizzati medi che piccoli carichi hanno un impatto di attivazione del pavimento pelvico troppo elevata in presenza di ipertono.

La corsa rientra tra le discipline controindicate sia per attività di stabilizzazione che funzionale del pavimento pelvico.

Sport e ipertono pelvico: linee generali.

Molto importante per fare sport in presenza di ipertono del pavimento pelvico è la percezione e la consapevolezza del proprio corpo, fondamentale per capire se si sta attivando la muscolatura del pavimento pelvico in uno specifico esercizio oppure no.

Altrettanto fondamentale è la modulazione dell’attività fisica. E’ sempre indicato infatti partire a bassi carichi, basse ripetizioni e basse tempistiche e poi incrementare poco alla volta rimanendo in ascolto del proprio corpo.

Fondamentale è anche stadiare il grado di ipertono del pavimento pelvico e la fase di risoluzione in cui ogno paziente è. Le attività sopra citate non sono sempre controindicate e possono essere gradualmente reinserite all’interno di un percorso di riabilitazione del pavimento pelvico.

Per ulteriori informazioni o per consulenze personalizzate sul tuo caso puoi contattarmi qui e lo valuteremo insieme.

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Incontinenza urinaria post prostatectomia

incontinenza urinaria post prostatectomia

La prostatectomia radicale è l’intervento utilizzato nell’asportazione del carcinoma prostatico. Con questo termine si indica l’intervento chirurgico che prevede l’asportazione in blocco della prostata e delle vescicole seminali, e la successiva unione tra vescica e uretra.

L’incontinenza dopo prostatectomia radicale dipende dal fatto che durante questo intervento viene leso lo sfintere uretrale prossimale. I meccanismi della continenza urinaria sono legati all’ integrità di due distinte unità funzionali: lo sfintere uretrale prossimale e quello distale.

Con la lesione dello sfintere prossimale rimane solo uno sfintere di controllo della continenza; si presentano quindi sintomi di incontinenza urinaria che varia, secondo le stime, dal 5 al 60% dei pazienti.

COME SI MANIFESTA L’INCONTINENZA URINARIA
DOPO PROSTATECTOMIA?


L’incontinenza urinaria post-chirurgia si manifesta con caratteristiche diverse:

  • durante uno sforzo (la tosse, lo starnuto, il sollevamento d’oggetti da terra, sollevarsi da sdraiati o alzarsi da seduti); questa è la più frequente.
  • associata ad urgenza (quando lo stimolo urinario improvviso non consente di arrivare fino al bagno).
  • nei casi più gravi (spesso nei primi giorni post intervento) si ha una perdita urinaria continua con sgocciolamento costante durante il giorno.

QUALI SONO LE TERAPIE CONSIGLIATE PER INCONTINENZA POST PROSTATECTOMIA?

La riabilitazione del pavimento pelvico è la prima indicazione terapeutica per il recupero dell’incontinenza urinaria post prostatectomia.

Nello specifico il programma riabilitativo è incentrato sul:

  • PFMT: rinforzo attivo della muscolatura del pavimento pelvico tramite esercizi specifici per il rinforzo delle fibre e la propriocezione del movimento.
  • FES: elettrostimolazione passiva della muscolatura del pavimento pelvico.
  • BIOFEEDBACK: permette di verificare tramite impulso sonoro o visivo l’attività muscolare svolta dal paziente. Fondamentale per prendere consapevolezza dell’utilizzo della propria muscolatura.
  • TERAPIA COMPORTAMENTALE: ripristina i corretti comportamenti legati alla continenza ed allo svuotamento della vescica.

La riabilitazione del pavimento pelvico è normalmente sufficiente a risolvere completamente l’incontinenza urinaria post prostatectomia; è fondamentale un corretto mantenimento della terapia comportamentale nelle attività di vita quotidiana anche una volta raggiunta la completa continenza. In caso di incontinenza resistente si valuteranno con l’urologo di competenza ulteriori strade terapeutiche.

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Radiofrequenza e pavimento pelvico

La radiofrequenza è una terapia cellulare attiva utilizzata in riabilitazione da svariati anni.

I principali effetti terapeutici della radiofrequenza sono i seguenti:

  • biostimolazione, ossia la rigenerazione di tessuti danneggiati e/o deficitari
  • vascolarizzazione dei tessuto sia muscolari che connettivali, ottimale per migliorare l’idratazione e la funzionalità attiva dei tessuti
  • miorilassante, ottimale per risolvere contratture e riportare alla corretta funzionalità muscolare.

Negli ultimi anni a seguito di studi scientifici specifici la radiofrequenza ha iniziato ad essere utilizzata anche nelle disfunzioni del pavimento pelvico e trova numerose possibilità di utilizzo:

  • Nelle disfunzioni quali incontinenza e prolasso migliora i tessuti muscolari e connettivali di sostegno garantendo un miglioramento dei sintomi.
  • Nel post parto e nelle lesioni perineali è efficace per ripristinare i tessuti e risolvere cicatrici e dolore
  • Nell’atrofia vulvovaginale da menopausa ripristina la qualità dei tessuti e la lubrificazione vaginale
  • Nelle sindromi infiammatorie e dolorose del pavimento pelvico coadiuva il processo di riparazione tessutale e di gestione dell’infiammazione

QUALI SINTOMI DEL PAVIMENTO PELVICO BENEFICIANO DELLA RADIOFREQUENZA?

  • infiammazione
  • dolore pelvico cronico
  • secchezza vaginale
  • incontinenza urinaria
  • post-parto
  • prolasso
  • esiti chirurgici in zona pelvica
  • dolore ai rapporti
  • cicatrici in zona pelvica

La radiofrequenza è una possibilità terapeutica sicura ed efficace; è fondamentale però che venga utilizzata all’interno di un piano terapeutico specifico e personalizzato sul paziente da medici o fisioterapisti adeguatamente formati nell’utilizzo della tecnologia.

All’interno del mio ambulatorio mi avvalgo di Indiba, una tecnologia d’avanguardia, con percorsi formativi specifici e di altissimo livello.

Se vuoi maggiori informazioni sull’utilizzo della radiofrequenza in relazione a un sintomo di cui soffri puoi contattarmi qui.

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Atrofia vulvovaginale

La atrofia vulvovaginale (o distrofia vulvovaginale) è una condizione di perdita di nutrimento delle mucose vaginali conseguente alla menopausa; da come sintomo principale la secchezza vaginale.

A seguito del calo dell’estrogeno si verifica infatti un assottigliamento della mucosa vaginale che diventa più fragile e meno lubrificata.

Si presentano sintomi come secchezza, scarsa lubrificazione, dolore durante il rapporto, prurito e irritazione.

Il dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia) è causato dalla mancanza di una lubrificazione naturale; si creano microtraumi meccanici sulle mucose vaginali durante il coito, infiammazione e dolore.

Questo può inoltre aumentare la frequenza la cistite post coitale; infatti i microtraumi nel rapporto e la perdita dell’estrogeno che agiva come forte protettivo delle mucose esterne aprono la via ad infezioni esterne.

La atrofia vaginale porta spesso all’evitamento dei rapporti sessuali con conseguenze importanti nella vita di coppia e nella qualità di vita di una donna.

COME CURARE L’ATROFIA VULVOVAGINALE?

La diagnosi di atrofia vulvovaginale è di competenza ginecologica, e spesso viene valutata una terapia ormonale sostitutiva locale o sistemica.

La riabilitazione del pavimento pelvico grazie anche ad innovativi sistemi tecnologici come la radiofrequenza vaginale offre un ottimo supporto nel miglioramento e nella gestione dei sintomi della atrofia vulvovaginale, oltre che una cura per tutti gli altri sintomi legati alla menopausa.

La radiofrequenza vaginale agisce andando a migliorare il tessuto delle mucose, e quindi la lubrificazione durante la vita quotidiana ed i rapporti.

Inoltre migliora la circolazione sanguigna in area pelvica e la risposta muscolare del pavimento pelvico, in modo tale da mantenere un sistema sano e funzionale.

E’ solitamente sufficiente un ciclo di terapie per vedere i risultati sulla secchezza vaginale, con delle riprese annuali per mantenere un tessuto ottimale.

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Menopausa e pavimento pelvico

La menopausa è un momento fondamentale nella vita di ogni donna, e uno dei cambiamenti più importanti avviene proprio in area pelvica. La menopausa può creare nel pavimento pelvico numerosi disturbi, come incontinenza, prolasso e dolore ai rapporti.

COSA AVVIENE IN MENOPAUSA IN AREA PELVICA?

Il calo dell’estrogeno determina un indebolimento ed un irrigidimento nei tessuti muscolari e legamentosi dell’area pelvica.

A seguito di questo avvengono modificazioni della funzionalità dei muscoli del pavimento pelvico e dei legamenti.

  • a seguito dell’indebolimento legamentoso può verificarsi la discesa di uno o più organi pelvici (prolasso)
  • un irrigidimento nei tessuti muscolari unito spesso ad una preesistente debolezza dei muscoli può portare a perdita di pipì (incontinenza urinaria).

Inoltre l’estrogeno svolge un forte ruolo protettivo nei confronti delle mucose vaginali; garantisce una buona elasticità ai tessuti e previene l’adesione di possibili infezioni alle pareti, fornendo cosi un aiuto preventivo alle infezioni dell’area vaginale. Con la caduta dell’estrogeno in menopausa questi fattori protettivi vengono meno, e la conseguenza più frequente è la distrofia vulvovaginale di cui vi parlerò meglio in un prossimo articolo.

I sintomi più frequenti che la donna in menopausa avverte in relazione al pavimento pelvico sono:

  • insorgenza di incontinenza urinaria
  • discesa degli organi pelvici (prolasso)
  • dolore ai rapporti
  • secchezza vaginale

Il dolore e la secchezza durante i rapporti portano spesso a verificarsi un calo del desiderio, e conseguentemente ad un evitamento dei rapporti sessuali.

I BENEFICI DELLA RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

La riabilitazione del pavimento pelvico in presenza dei sopracitati sintomi in menopausa è fondamentale.

Il rinforzo della muscolatura del pavimento pelvico è ottimale per il recupero dell’incontinenza e la gestione del prolasso.

La gestione delle pressioni intraddominali, della postura e tecniche quali la ginnastica ipopressiva aiutano ulteriormente la gestione del prolasso.

Terapie innovative come la radiofrequenza vaginale migliorano la distrofia vulvovaginale e di conseguenza i sintomi come il dolore durante i rapporti.

Consigli comportamentali e di ausili quotidiani (ad esempio quale gel lubrificante utilizzare durante i rapporti) accompagnano la donna ad una ripresa sicura della propria vita sessuale.

La riabilitazione del pavimento pelvico ha come obiettivi la ripresa della corretta funzionalità della nostra area pelvica ed il miglioramento o l’eliminazione dei sintomi già citati in menopausa.

Vivere al meglio questa fase naturale della nostra vita oggi si può! Se soffri di questi sintomi puoi richiedermi una consulenza qui o prenotare la tua prima visita qui.

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SESSUALITA’ ED ESERCIZI DI KEGEL

Gli esercizi di Kegel sono esercizi di rinforzo della muscolatura del pavimento pelvico e ve ne ho già parlato qui. Oggi ne parliamo per il loro legame con la sessualità.

Ne sento spesso parlare come di esercizi magici per migliorare le prestazioni sessuali ed il piacere durante i rapporti.

Vediamo ora come, quando e perchè i Kegel funzionano per questi obiettivi e quando no.

Come funzionano gli esercizi di Kegel

La muscolatura del pavimento pelvico è molto importante per la sessualità. Dalla funzionalità di questi muscoli dipende anche la elasticità dei tessuti pelvici e la circolazione in zona pelvica.

Quindi con una buona tonicità muscolare migliorerà

  • la lubrificazione durante i rapporti (per il miglioramento del fattore vascolare)
  • la percezione durante i rapporti (per fattori recettoriali e di capacità di gestione del muscolo
  • la qualità dell’orgasmo (che prevede una contrazione riflessa di questi muscoli)

Tra tutti questi effetti positivi, una piccola attenzione.

Gli esercizi di kegel sono difficili da eseguire correttamente; dovrete prestare attenzione a non utilizzare muscoli diversi (come i glutei o l’addome) e a non esagerare quando i muscoli sono stanchi.

La percezione del lavoro muscolare vi permette di fermarvi quando i muscoli hanno esaurito la loro forza, in modo da non causare ipertono

Gli esercizi di Kegel non vanno bene per tutti

Gli esercizi di Kegel sono esercizi di rinforzo della muscolatura del pavimento pelvico. In presenza di ipertono del pavimento pelvico e/o contratture in area pelvica sono assolutamente sconsigliati.

Pertanto se sapete di avere un ipertono della muscolatura del pavimento pelvico non eseguiteli, imparando prima a rilassare correttamente la muscolatura.

Come fare gli esercizi di Kegel?

Mettetevi in posizione seduta sopra una sedia, piedi appoggiati a terra; appoggiate una pallina di gomma morbida tra ano e vagina (a contatto con la zona perineale).

Provate ad avvicinare l’area tra ano e vagina stringendo la muscolatura del pavimento pelvico e poi rilassate. L’esercizio prevede sia una contrazione del muscolo sia un successivo rilassamento.

Prestate attenzione a non contrarre glutei/addome/adduttori/muscoli della colonna; e proseguite con l’esercizio fino a che i muscoli non saranno stanchi.

Mantenete alla mente il numero di ripetizioni a cui siete arrivati prima che i muscoli si stancassero e ripartite da quel numero.

Se non sentite stringere nulla, non riuscite a capire cosa dovete stringere, sentite pochissima forza o non riuscite a rilassare vi consiglio una valutazione del pavimento pelvico con un professionista.

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Ipertono del pavimento pelvico

ipertono del pavimento pelvico

L’ipertono del pavimento pelvico è una condizione patologica in cui la muscolatura del pavimento pelvico (guarda l’articolo sul pavimento pelvico) è costantemente contratta fino a sviluppare contratture muscolari o retrazioni muscolari.

Perchè si verifica l’ipertono?

Lipertono del pavimento pelvico può essere

  • conseguente a posture scorrette, scorretti posizionamenti del bacino, respirazione errata
  • conseguente a sindromi dolorose del pavimento pelvico (dolore ai rapporti, sindrome del dolore pelvico, vulvodinia, nevralgia del pudendo). L’ipertono è una risposta protettiva al dolore
  • conseguente a traumi sul sacro o sul coccige (anche in età giovanile). E’ sempre una risposta protettiva al dolore

Solitamente la contrazione della muscolatura è involontaria, ossia non ci si accorge di starla contraendo e pertanto è più difficile riuscire a rilassarla.

Cosa comporta un ipertono del pavimento pelvico?

L’ipertono del pavimento pelvico determina differenti disfunzioni in area pelviperineale ed anche dolore e disfunzioni ai distretti limitrofi.

In particolare:

  • ritenzione urinaria: durante la minzione il pavimento pelvico deve potersi rilassare. In presenza di ipertono la muscolatura non si rilassa mai completamente e quindi la pipì non esce tutta durante la minzione con sensazione di incompleto svuotamento urinario
  • ritenzione anale: durante la defecazione il pavimento pelvico (muscolo puborettale) deve potersi rilassare. In presenza di ipertono la muscolatura non si rilassa mai completamente e quindi le feci non escono mai completamente durante la minzione con sensazione di incompleto svuotamente rettale
  • dolore ai rapporti sessuali: durante i rapporti i muscoli del pavimento pelvico devono rilassarsi per permettere la penetrazione. In presenza di ipertono la muscolatura non si rilsserà adeguatamente e la penetrazione sarà dolorosa
  • dolore durante l’orgasmo: l’orgasmo è una contrazione riflessa del pavimento pelvico. Se c’è ipertono l’orgasmo (sia maschile che femminile) può risultare doloroso.
  • secchezza vaginale: l’ipertono del pavimento pelvico comporta un deficit di circolazione in area pelvica. Conseguentemente le mucose saranno più secche (e meno lubrificate durante i rapporti)
  • cistiti frequenti: il deficit di circolazione in area pelvica determina una secchezza delle mucose ed una perdita dello strato protettivo contro i patogeni esterni rendendo l’area vaginale più soggetta a cistiti ricorrenti
  • sindrome del nervo pudendo: l’ipertono della muscolatura del pavimento pelvico può determinare l’intrappolamento di alcune fibre del nervo pudendo con sensazione di bruciore urente/fastidio/prurito in area genitourinaria anale.

Alcune conseguenze dell’ipertono del pavimento pelvico (sindrome del nervo pudendo, dolore ai rapporti) possono essere anche causa stessa di ulteriore contrattura dei muscoli del pavimento pelvico (più dolore provo più il muscolo si contrae ancora di più). L’ipertono del pavimento pelvico è infatti una situazione che si autoalimenta e che difficilmente si risolve senza le cure opportune.

Riabilitazione dell’ipertono del pavimento pelvico

La riabilitazione è multifattoriale e multidisciplinare, spesso si collabora in equipe riabilitativa con diversi specialisti.

Il fisioterapista esperto in riabilitazione del pavimento pelvico a seguito della valutazione del pavimento pelvico e dell’identificazione dell’ipertono stila un programma riabilitativo volto ai seguenti obiettivi:

  • risolvere l’ipertono della muscolatura del pavimento pelvico
  • valutare e riabilitare il quadro posturale del paziente
  • insegnare al paziente l’autotrattamento della muscolatura del pavimento pelvico
  • gestire l’infiammazione conseguente all’ipertono del pavimento pelvico
  • ripristinare la corretta funzione muscolare del pavimento pelvico
  • insegnare al paziente le migliori strategie per rilassare il pavimenti pelvico
  • ripristinare la corretta sinergia muscolare tra pavimento pelvico, addome e diaframma

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Disfunzioni sessuali

L’organizzazione mondiale della sanità ha definito la sessualità un diritto; anche dal punto di vista relazionale e sociale sappiamo quanto quest’area sia importante nella vita di ognuno di noi.

La disfunzione sessuale si verifica quando è presente un impedimento alla sessualità; i fattori che influenzano la sessualità sono biologici, psicologici e contestuali, e sono intrinsecamente legati.

La sessualità parte con il desiderio, influenzato soprattutto dalla componente ormonale e contestuale, ma anche psicologica. Continua con l’eccitazione in cui grande importanza riveste la componente biologica del pavimento pelvico insieme alla psicologica. Segue l’orgasmo ed il plateu, in cui fattori biologici, psicologici e contestuali concorrono insieme al raggiungimento o meno dell’ultimo.

Come incide il pavimento pelvico nelle disfunzioni sessuali?

Il pavimento pelvico è tra i principali fattori biologici che incidono sulla sessualità: la funzionalità della muscolatura e della circolazione sanguigna influenzano la corretta lubrificazione, l’orgasmo e la percezione di piacere.

Una ipoattività della muscolatura del pavimento pelvico determina

  • una iposensibilità al piacere sessuale
  • una insufficiente vascolarizzazione delle mucose vaginale fondamentale per la lubrificazione durante la fase di eccitazione.

Questo incide sia nella fase del desiderio (se non provo piacere nei rapporti sessuali difficilmente proverò desiderio); che nella fase della lubrificazione; ad ultimo creerà difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo (che è una contrazione riflessa della muscolatura stessa).

Una iperattività del pavimento pelvico determina

  • dolore alla penetrazione per l’incapacità dei muscoli di rilassarsi
  • dolore durante il rapporto sessuale per l’incapacità dei muscoli di rilassarsi
  • deficit di lubrificazione legata al dolore
  • difficoltà di raggiungimento dell’orgasmo legato al dolore

E’ frequente ritrovare quindi disfunzioni sia nella fase di desiderio (se ho dolore sfuggo il rapporto e non provo desiderio), sia nella fase di eccitazione (scarsa lubrificazione, con conseguenza di maggior dolore al rapporto), sia nella fase dell’orgasmo.

La presenza di dolore pelvico determina:

  • incapacità di rilassare la muscolatura
  • insufficiente lubrificazione
  • difficoltà al raggiungimento dell’orgasmo

La presenza di dolore in zona pelvica o altresi dolore ai rapporti può determinare disfunzioni della sfera del desiderio (provo dolore quindi non ho desiderio), dell’eccitazione (non riesco ad eccitarmi per il dolore) e altrettanto nella fase dell’orgasmo (l’esperienza del dolore inibisce quella del piacere).

Sintomi di disfunzione sessuale

Nella donna i sintomi da disfunzione sessuale sono la mancanza di desiderio e/o eccitazione e/o il dolore ai rapporti.

Nell’uomo i sintomi sono deficit di desiderio e/o disfunzione erettile e/o eiaculazione precoce e/o dolore ai rapporti.

Le disfunzioni sessuali spesso sono associate ad altre disfunzioni del pavimento pelvico che andranno valutate durante la visita di valutazione del pavimento pelvico.

Riabilitazione nelle disfunzioni sessuali

La riabilitazione del pavimento pelvico nelle disfunzioni sessuali mira a risolvere la causa biologica delle disfunzioni sessuali; per quanto riguarda la sfera psicologica/contestuale si affronta spesso un percorso integrato con un sessuologo.

A seconda del quadro clinico le tecniche saranno differenti:

  • risoluzione di iperattività del pavimento pelvico
  • rinforzo del pavimento pelvico
  • rieducazione del pavimento pelvico
  • eliminazione del dolore pelvico
  • ripristino della circolazione e della vascolarizzazione delle mucose pelviche
  • risoluzione/gestione della secchezza vaginale

Per ulteriori informazioni guarda la pagina Contatti oppure richiedi una consulenza.

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Pavimento pelvico e gravidanza

pavimento pelvico e gravidanza

Durante la gravidanza e durante il parto avvengono numerosi cambiamenti nel pavimento pelvico e nel perineo della neomamma. I tessuti dell’area pelvica cambiano, esattamente come la postura. Questo crea delle modificazioni biomeccaniche e muscolari, con frequenti quadri di incontinenza urinaria.

Come si modifica il pavimento pelvico durante la gravidanza?

Le modificazioni del tessuto collagene causate dal quadro ormonale della gravidanza favoriscono il rilassamento sia dei legamenti pelvici sia dei muscoli del pavimento pelvico, soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza. In presenza di quadri già deboli di tessuti pelvici o precedenti disfunzioni del pavimento pelvico può favorire l’insorgenza di incontinenza urinaria e/o fecale

Allo stesso modo si modifica la postura durante la gravidanza, soprattutto nella colonna dorso lombare, a seguito dell’aumento di peso e dell’aumento volumetrico dell’addome. Questo determina un forte aumento di pressione sul pavimento pelvico, e può favorire quadri di incontinenza urinaria e/o fecale.

Cosa può succedere al pavimento pelvico in gravidanza?

Le disfunzioni più frequenti durante la gravidanza sono

  • Incontinenza urinaria da sforzo
  • Incontinenza fecale/gas

Come si modifica il pavimento pelvico durante il parto?

Il parto è un momento molto delicato per il pavimento pelvico, che svolge una funzione principe: deve essere sufficientemente elastico per permettere la fuoriuscita del feto, e la muscolatura deve potersi allungare sufficientemente per permetterlo.

Eccessive o scorrette pressioni durante le spinte, incapacità dei tessuti di rilassarsi adeguatamente o dimensioni molto grandi del feto possono creare lacerazioni muscolari o comportare la necessità di episiotomia (un taglio ostetrico a lato della vagina che permette un ampliamento del canale di uscita per il feto ma determina la lesione di alcune fibre muscolari).

I tessuti lacerati o tagliati andranno incontro a cicatrizzazione, e sarà fondamentale una riabilitazione successiva per permettergli di tornare alla giusta elasticità.

Nelle prime settimane successive alla gravidanza è fisiologica la perdita di pipì, soprattutto nei passaggi dalla posizione seduta a quella eretta e durante gli sforzi; fondamentale è ridurre al minimo il sovraccarico ed i pesi. E’ sconsigliata l’attività fisica che comporti salti/balzi/corsa e la pesistica.

In questo momento il pavimento pelvico va protetto; è stato sottoposto ad un forte stress durante il parto e la muscolatura non è ancora tornata ai livelli precedenti. Se invece ci sono state lacerazioni/episiotomia è fomdamentale una valutazione precoce del pavimento pelvico a cui far seguire una corretta riabilitazione

Cosa può succedere al pavimento pelvico nel post parto?

Le disfunzioni del pavimento pelvico più frequentemente riscontrate nel post parto sono

  • Incontinenza urinaria da sforzo
  • Prolasso degli organi pelvici
  • Dispareunia

L’importanza della riabilitazione del pavimento pelvico durante la gravidanza

La riabilitazione del pavimento pelvico durante la gravidanza evidenzia una diminuzione di disfuzioni nel post parto.  Particolare importanza hanno la presa di coscienza del piano perineale, la normalizzazione del tono del pavimento pelvico e la corretta gestione dell’aumento delle pressioni intraddominale e della respirazione diaframmatica.

L’importanza della riabilitazione del pavimento pelvico nel post parto

Nel post parto la riabilitazione del pavimento pelvico è fondamentale anche precocemente in presenza di quadri di incontinenza urinaria e fecale e di parti con lacerazioni/episiotomia.

Una valutazione ed una riabilitazione del pavimento pelvico sono consigliati a tutte le donne; spesso dopo il parto la muscolatura perde forza, ed è fondamentale ripristinarla per evitare futuri episodi di incontinenza urinaria.

La ripresa dell’attività sessuale spesso è dolorosa; qualora il dolore persista dopo i primi rapporti post parto è necessario una valutazione ed una riabilitazione del pavimento pelvico. Studi clinici evidenziano che la riabilitazione migliora l’attività sessuale ed il piacere femminile post parto e la qualità di vita delle neo mamme (Taiwan J Obstet Gynecol, Effect of pelvic floor muscle training on postpartum sexual function and quality of life: A systematic review and meta-analysis of clinical trials)

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Dolore pelvico cronico

Il dolore pelvico cronico è una sindrome dolorosa persistente o ricorrente che riguarda l’area pelviperineale e che dura da almeno tre mesi.

Come abbiamo già visto nell’articolo sul dolore cronico, il sintomo doloroso può nascere da un trauma/infiammazione in zona pelvica che cronicizza, oppure può non avere una causa apparente. Si tratta infatti di un dolore neuropatico.

A seguito della percezione di dolore si ha una risposta in contrazione riflessa della muscolatura che crea ipertono e trigger points nella muscolatura del pavimento pelvico. Inoltre si crea una iperattivazione mastocitaria che favorisce la crescita anomala di fibre recettoriali del dolore, creando una sensibilizzazione centrale del dolore.

Quali sono i sintomi?

I sintomi riguardano sia l’area urinaria (sensazione di ripienezza e/o peso vescicale, necessità di urinare spesso, sintomi simil-cistite), vaginale (dolore ai rapporti, dolore all’eiaculazione, infezioni vaginali), anorettale (peso in ampolla, sensazione di defecazione ostruita).

La maggior parte di questi sintomi sono legati all’ipertono della muscolatura del pavimento pelvico.

Quali sono i trattamenti?

Il trattamento del dolore pelvico cronico riguarda sia la risoluzione dell’ipertono della muscolatura del pavimento pelvico sia il ripristino della normale sensibilità del dolore.

Alla riabilitazione del pavimento pelvico spesso si associa una cura farmacologica ed un supporto psicologico.

E’ molto importante sottolineare che il dolore pelvico cronico non è una patologia da stress o psicologica; spesso è associata a sintomi ansioso/depressivi per il perdurare della sintomatologia dolorosa ma ansia/depressione NON sono la causa del problema.

Il dolore pelvico cronico si risolve?

Una delle domande più frequenti che mi fanno i miei pazienti. Sì, il dolore pelvico cronico si risolve, come testimoniano tantissimi miei pazienti che hanno risolto questo disturbo.

Se hai bisogno di un consulto, anche per capire se i tuoi sintomi rientrano in questa sindrome, puoi richiederlo qui.